Eventi e news 2012/Concorso per il Premio europeo della gioventù Carlo Magno
Il Parlamento europeo e la Fondazione del premio internazionale Carlo Magno di Aquisgrana invitano i giovani di tutti gli Stati membri dell'UE a partecipare a un concorso sullo sviluppo dell'UE, l'integrazione e le questioni dell'identità europea. Il "Premio europeo Carlo Magno della gioventù" è assegnato a progetti che
- promuovono la comprensione europea e internazionale,
- favoriscono lo sviluppo di un sentimento comune dell'identità e dell'integrazione europee,
- servono da modello di comportamento per i giovani che vivono in Europa e offrono esempi pratici di cittadini europei che vivono insieme come una sola comunità.
I progetti possono incentrarsi sull'organizzazione di vari eventi per i giovani, scambi di giovani o progetti internet con una dimensione europea.
Il termine per le candidature è il 23 gennaio 2012. I moduli per le candidature sono disponibili sui siti web del Premio europeo Carlo Magno della gioventù (www.charlemagneyouthprize.eu) e degli Uffici di Informazione nazionali del Parlamento europeo.
Per ulteriori informazioni riguardanti il concorso, si prega di rivolgersi agli Uffici di Informazione nazionali.
I candidati devono avere un'età compresa tra i 16 e i 30 anni. I partecipanti devono essere cittadini o residenti di uno dei 27 Stati membri dell'Unione europea.I partecipanti possono candidarsi individualmente o in gruppo; nel caso di progetti multinazionali o di gruppo, il progetto può essere presentato in un solo paese.Le candidature sono ammesse in tutte le lingue ufficiali dell'Unione europea.
I progetti presentati per il concorso devono essere stati avviati ea) conclusi nel corso dell'anno civile (12 mesi) che precede l'attuale termine per le candidature o
b) essere ancora operanti.
Tutte le candidature devono comprendere le seguenti informazioni: Titolo del progetto, Cognome e nome del candidato e (se del caso) nome dell'organizzazione, Nazionalità, Data di nascita, Indirizzo di contatto, Indirizzo e-mail, Numero di telefono (cellulare e/o telefono fisso), Sito Internet: (se del caso), Descrizione completa del progetto, Sunto (1-3 pagine) in francese, inglese o tedesco, Dichiarazione su finanziamenti UE (se del caso)
I seguenti progetti sono inammissibili:
- progetti presentati da persone che lavorano nelle istituzioni europee e in seno alla Fondazione del Premio Internazionale Carlo Magno di Aquisgrana;
- tesi e pubblicazioni accademiche;
- progetti che ricevono più del 50% di finanziamenti attraverso le istituzioni dell'UE, con l'eccezione dei casi in cui tali finanziamenti assicurano esclusivamente il lancio del progetto o le spese correnti di un programma, come i costi per i partecipanti, mentre la preparazione, l'attuazione e la valutazione del progetto sono effettuate su base volontaria;
- progetti che hanno già ricevuto un premio dalle istituzioni europee. Sono compresi i tre vincitori delle precedenti edizioni del Concorso del Premio europeo Carlo Magno della gioventù;
- progetti presentati con candidature incomplete o candidature inviate in più parti.
I progetti saranno valutati sulla base dei criteri seguenti:
- devono soddisfare gli obiettivi del concorso: promuovere la comprensione europea e internazionale; favorire lo sviluppo di un sentimento comune dell'identità europea e offrire esempi pratici di europei che vivono insieme come una sola comunità;
- la priorità deve essere attribuita a progetti creati congiuntamente da giovani in rappresentanza di vari Stati membri;
- si presterà particolare attenzione a progetti portati avanti su base volontaria.
Il vincitore del Premio europeo Carlo Magno della gioventù sarà scelto tramite una procedura in due fasi. Prima fase: le giurie nazionali composte di almeno due deputati al Parlamento europeo e di un rappresentante delle organizzazioni giovanili selezioneranno un vincitore nazionale in ciascuno dei 27 Stati membri entro l'5 marzo 2012. Seconda fase: la giuria europea composta di tre deputati e del Presidente del Parlamento europeo nonché di quattro rappresentanti della Fondazione del Premio Internazionale Carlo Magno di Aquisgrana sceglierà il vincitore tra i 27 progetti presentati dalle giurie nazionali entro il 5 aprile 2012. La decisione della giuria europea è definitiva. La giuria si riserva il diritto di respingere le candidature che non soddisfano i requisiti del concorso.
Il premio per il miglior progetto ammonta a 5000 €, il secondo a 3000 € e il terzo a 2000 €.
I rappresentanti dei 27 progetti nazionali scelti saranno invitati alla cerimonia di premiazione che si terrà ad Aquisgrana, Germania, il 15 maggio 2012. I premi per i tre migliori progetti saranno consegnati dal Presidente del Parlamento europeo e dal rappresentante della Fondazione del Premio Internazionale Carlo Magno di Aquisgrana. Come parte del premio, i vincitori saranno invitati a visitare il Parlamento europeo (a Bruxelles o a Strasburgo).
Il Parlamento europeo e la Fondazione del Premio Internazionale Carlo Magno di Aquisgrana si riservano il diritto di utilizzare il materiale fornito per presentazioni ed uso nei mezzi di comunicazione nonché di riprodurlo a scopi promozionali.
(Notizia tratta dal settimanale Newsletter N.47 di "Rinascita Agraria")

CREMONA: Miglior sezione dell'anno
In occasione della riunione del Consiglio e dell'Assemblea di ANGA nazionale la delegazione di ANGA Lombardia ha partecipato attivamente ed in maniera incisiva ai lavori delle importanti riunioni. L'Assemblea si è rivelata un momento di rilevante importanza per ANGA Lombardia quando, nell'ambito della premiazione su scala nazionale della "Miglior Sezione Anga" per l'anno 2011, il Comitato di Presidenza nazionale ha premiato con tale riconoscimento la Sezione provinciale di Cremona, guidata dal Presidente Giorgio Guarneri.
Dicembre 2011
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Giovani: entusiasmo e passione
Dal "Corriere Agricolo" di martedì 20 dicembre
«Questa Pac ci danneggia e scoraggia la produzione»

CREMONA — «La Pac 2014-2020 proposta dal commissario europeo Dacian Ciolos è dannosa e penalizzante per l’Italia (della quale si misconosce così anche il ruolo di contribuente netto del bilancio europeo); il tempo per arrivare a sostanziali modifiche non manca, ma quell’obiettivo deve essere raggiunto». L’allarme lanciato al Forum cremonese di novembre da tutte le organizzazioni agricole è stato ribadito nella conviviale del Rotary Club Cremona presieduto da Giuseppe Bufano. A parlare della politica europea del settore, il leader di Anga Cremona Giorgio Guarneri (nella foto), che nella sua conversazione ha riassunto anche storia e finalità di questo importante strumento di sostegno. Entrata in vigore nel 1962 in seguito al trattato di Roma del ’58, per incentivare la produzione primaria, la Pac ha progressivamente visto mutare le sue finalità: dall’originario sostegno alla produzione alla tutela del reddito, negli anni segnati da un’eccesso di offerta. Attraverso una serie di riforme - Mc Sharry nel ’92, Agenda 2000 (che risale al 1999), la Pac di Franz Fischler nel 2003, l’Health check approvata nel 2008 e firmata da Mariann Fischer Boel. Fino all’ultima ed ormai imminente ‘rivoluzione’ proposta da Ciolos. «Cambiamenti ispirati dalla volontà di interpretare i mutamenti del settore, dei mercati e della domanda; ma spesso anche - ha osservato Guarneri - da un certo grado di ‘partigianeria’ dei commissari nel favorire il modello di agricoltura prevalente nel loro Paese». E’ accaduto per il Nord Europa con la danese Fisher Boel, rischia di ripetersi a favore dei Paesi dell’Est con il romeno Ciolos; con un assetto che premia la disponibilità di superficie e non valore aggiunto, lav lavoro, qualità e intensità di produzione. Il contrario di quanto richiede e merita un comparto di eccellenza e non di rado intensivo come quello italiano. «Alla fine si scoraggia la produzione. Con buona pace della crescente domanda mondiale di cibo. Non è la direzione giusta. Lo stesso si può dire di certo ‘appesantimento’ ambientalista, che frena l’attività economica (anche noi dobbiamo guadagnare) quasi dimenticando che tutela ambientale e benessere animale sono iscritte nel dna di ogni agricoltore. Serve un grande sforzo di comunicazione: non c’è piena consapevolezze del ruolo dell’agricoltura, della sua valenza economica ed ambientale. Del fatto che i fondi pubblici destinati al settore primario rendono possibile produrre cibo sufficiente e di alta qualità (ma anche fare tutela e prevenzione ambientale ed idrogeologica) a prezzi contenuti, restando sul mercato. Dunque, nè ‘sussidi a perdere’ nè assistenzialismo. Ma il riconoscimento del nostro ruolo di produttori di beni pubblici; che devono poter arrivare a tutti come un diritto, e non come un lusso per pochi». (a.g.)
Dal quotidiano "La Provincia", Dicembre 2011

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